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giovedì 3 aprile 2014

Il verde è il mio colore

Mi sto appassionando alla cucina vegetariana e vegana, perché ho sempre più voglia di sperimentare nuovi sapori. Non è per niente facile essere coerenti (si comincia dalla carne e si finisce alle scarpe) e io sono una persona che incespica, sempre. Però mi sto divertendo! Ho partecipato ad un incontro con una nutrizionista vegana (che ha parlato anche di alimentazione per l'infanzia... e qui andiamo veramente sul difficile, almeno per me) e mi sono iscritta ad un evento facebookiano durante il quale proverò a mangiare vegan per ventun giorni (non so come farò senza uova... ma sono determinata!) e l'ho fatto soprattutto per avere uno stimolo, altrimenti da sola "mi perdo".
Per ora sono l'unica in famiglia, in questa fase non me la sento di privare Pulcetta della carne, perché anche se ama lenticchie, ceci e alcuni fagioli la sua alimentazione non sarebbe comunque equilibrata. Diciamo che su questo punto non voglio improvvisare, sento il bisogno di riflettere ancora un po'. La dolce metà non è un carnivoro ossessivo, ma non se la sente di privarsene. All'inizio pensavo che sarebbe stato faticoso preparare piatti vegetariani solo per me, ma poi mi sono resa conto che ci sono tante ricette "verdi" che piacciono a tutta la famiglia, così molte volte risolvo il "problema" con poco.

Continuo a imbattermi, soprattutto in rete, in ambienti estremisti, spesso polemici e rabbiosi. Prendo il buono che c'è e fuggo dal resto. Sono convinta che l'approccio di una persona che sceglie questa strada (per principi salutistici ed etici) debba essere umile, incurante delle inevitabili critiche e battute stupide (eh lo so, ci vuole pazienza!), nonché privo della pretesa di fare proseliti, magari attraverso sermoni o a suon di "aggiornamenti di stato" su facebook che ricordano i dispacci dal fronte. Vivi e lascia vivere!

A fine mese frequenterò una lezione-prova di yoga, con un'insegnante che si è formata con Gabriella Cella, l'Autrice del libro che sto leggendo per iniziare a familiarizzare con questa pratica e filosofia di vita. Non vedo l'ora!!

Sono molto contenta per il cammino intrapreso, ho in mente tante cose (come al solito) e non so quante arriveranno in porto (come al solito), attualmente mi concentro su un pensiero piccolo e luminoso: sto facendo qualcosa per me, per stare meglio dentro e fuori.

Se qualcuna di voi che mi legge ha intrapreso percorsi simili e vuole lasciarmi gentilmente qualche dritta... ne sarò lieta.

7 commenti:

  1. Non riuscirei mai a diventare vegetariana, amo troppo alcuni piatti a base di carne, come la classica cotoletta milanese e sono una gran fanatica di tartar di carne e pesce, apprezzo chi lo fa, ma come te, non amo gli estremismi e i comportamenti incoerenti, come una tipa che conoscevo vegana di quelle toste che il giorno del suo compleanno trasgrediva ogni anno dandoci dentro come una pazza. Sabato ho visto in una vetrina delle scarpe in un negozio dove vado di frequente, mi piaceva modello e colore e ho visto che erano veg. Mi sono informata in rete, per cercare di capire, nel senso le scarpe di tela in estate benissimo, ma la plastica lo sappiamo che non scalda o brucia, per cui queste veg sono fatte di materiali nuovi mi pare di capire, e offrono lo stesso comfort della pelle credo. Secondo me fare la cose in gruppo, può essere molto stimolante, nel mio caso è stato addirittura la molla motivazionale per iniziare una dieta il 7 gennaio, il programma "tutti in forma" che posto ogni sabato, non l'avrei mai creduto, ma ho ottenuto grandi risultati e ne sono felicissima! Un abbraccione Sandra

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    1. Un abbraccio forte forte anche a te Sandra!

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  2. Proprio questo week end ho conosciuto una donna vegana, ma piuttosto estremista.si trattava di un contesto comunitario e in montagna, e lei in modo più o meno velato si lamentava perche nel rifugio di montagna non c erano ad esempio dolci vegani o perché le lasagne della domenica mattina erano solo con formaggio e per lei avevamo preparato riso e verdure invece di lasagne alternative! a meno di importanti intolleranze o allergie alimentari credo che un atteggiamento del genere sia veramente troppo rigido, da persona viziata ed egocentrica...meglio come sempre le sfumature, soprattutto se ci si trova i un ambiente esterno e non a casa propria!

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    1. Esatto... Io ho letto ormai moltissimi articoli, quando voglio affrontare qualcosa faccio sempre così per cercare di crearmi un punto di vista personale. Condivido moltissimi principi etici e salutistici, ma alcuni atteggiamenti di fondo e altre prese di posizione di tipo culturale no. Soprattutto non amo che alcuni vegetariani/vegani si sentano superiori per via della loro scelta o cerchino di "educare" gli altri "onnivori" (termini che talvolta è caricato di disprezzo. Invece io non disprezzo l'amorevole cucina "varia" con la quale sono stata cresciuta dai miei genitori, sempre comunque attenti alla qualità e ad evitare gli eccessi).
      Quello che mi hai descritto è un atteggiamento tipico di alcuni (ovviamente ci sono numerose, lodevoli eccezioni) vegetariani/vegani: provare un rispetto fortissimo per gli animali, ma non essere in grado di usare la stessa cortesia agli esseri umani.

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  3. io un'alimentazione onnivora, ma varia: mangio carne e pesce e latticini, così come mangio legumi, seitan e verdure in quantità.
    pieno rispetto ovviamente per qualsiasi orientamento, ed effettivamente preferisco chi parla di orientamento piuttosto che di regime alimentare o diete restrittive, dove l'ideologia prende il sopravvento sul buon senso e soprattutto sul tentativo di far dottrina in merito e cercare di creare classifiche.
    apprezzo chi riesce poi a non estremizzare, a capire quando è il caso di adattarsi alla situazione e non restare rigidamente ancorati a delle posizioni, quando ci si trova ospiti, o fuori casa.
    io pur mangiando di tutto sono benissimo in grado di sedermi ad una tavola vegana e mangiare senza batter ciglio. ora non dico che un vegano debba sentirsi costretto a mangiare la carne, per carità, però come raccontava Daniela ci sono casi in cui ci si può accontentare, senza star lì a sindacare e a farla tanto lunga, adattandosi un po': riso e verdure mi pare comunque un ottimo piatto, no?
    quando siamo andati via dalla cohousing tra i vari nuovi candidati si era fatta avanti una coppia, vegana, che chiedeva, per poter entrare, che nella cucina comune non venisse più preparato, cucinato e messo in tavola alcunchè di non -vegan...superfluo dire che non sono entrati: un atteggiamento simile non promette bene in una situazione di vita comunitaria.

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    1. scusa se torno, ma avevo paura di non essere stata chiara.
      ovviamante in co-housing, o perlomeno in quella in cui ho vissuto io, c'era pieno rispetto per ogni orientamento e quindi ogni pasto in comune prevedeva portate che andassero bene a tutti: in questo caso un primo con le verdure, che fosse pasta, riso o qualsiasi altro cereale o una zuppa, andava sempre bene, poi c'erano contorni di verdure a volontà, i secondi variavano e si cercava sempre di mettere in tavola di tutto un po'.
      capitava anche la sera in cui per alcuni la voglia di carbonara era troppo forte e allora chi non la voleva mangiava senza batter ciglio una pasta all'olio, senza far tante polemiche!
      senz'altro dei vegani non sarebbero stati costretti a mangiare come degli onnivori. peccato che quella coppia invece si sentisse in diritto di costringere gli altri a mangiare vegan.

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    2. Ti sei spiegata benissimo e condivido il tuo pensiero. Io penso che sarò sempre "elastica", soprattutto quando mi troverò a mangiare fuori casa. Forse per alcuni vegetariani o vegani convinti le mie convinzioni appariranno troppo "deboli", ma penso che non rifiuterò un piatto preparato comunque con amore e attenzione (del resto sono cresciuta così). Sotto il profilo strettamente salutistico, dopo aver letto tanto, penso che sia sufficiente mangiare poca carne/pesce alla settimana e variare molto. Sotto il profilo etico-ambientale, comunque, le contraddizioni possono essere moltissime anche per una persona piena di buona volontà. Soprattutto per una come me che, pur apprezzando molti piatti vegani, non riesce ad eliminare del tutto latticini e uova. Io cerco semplicemente di fare del mio meglio, di continuare a rendere la cucina qualcosa di allegro e sano. Poi se non sarò irreprensibile, pazienza. E' uno dei motivi per cui non mi definisco "vegetariana" (in ogni caso odio le etichette!).

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